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Racconto di una giornata Speciale

“Mission Possible Valid” (MPV)

“Grate per l’affetto e l’impegno con cui amorevolmente seguite le nostre missioni, vi aspettiamo per vivere insieme una giornata che sicuramente servirà a rinsaldare i legami di bene che stringono le nostre vite, benedette da Santa Rosa”.

Hanno risposto in tanti a questo invito, sono arrivati da tutta Italia i volontari che sostengono le attività missionarie delle Maestre Pie Venerini.  In casa Madre a Roma, domenica 26 ottobre 2014, il mese missionario per la Chiesa, per la prima volta Onlus, Associazioni, Gruppi, si sono ritrovati e conosciuti per vivere insieme l’emozione di una giornata particolare, riflettere sulle ragioni del proprio impegno, tracciare un raccordo tra le varie iniziative.  Ognuno ha portato il suo bagaglio di esperienza e di progetti fatti e da realizzare.  C’erano le Onlus Semi di Rosa, Una Rosa per il Camerun, Noi e Marianna; le associazioni culturali S. Rosa Venerini di Oriolo Romano e Ronciglione; la comunità di famiglie La collina del Barbagianni; i volontari di Caprarola, di Roma, di Livorno, di Termini Imerese, di Brescia.  Dal quartiere Brancaccio di Palermo è arrivata una rappresentante de Centro Padre Nostro Onlus, fondato da don Puglisi, struttura con cui le Maestre Pie hanno avviato un rapporto di collaborazione.

E tanti altri amici interessati a condividere il senso del dono, la forza di un progetto comune mirato a dare risposte concrete alle necessità delle missioni delle Maestre Pie.

Bello e intenso lo slogan della giornata “Prendere riempie le mani, dare riempie il cuore”.  Giocando poi sulla sigla della Congregazione, M.P.V. (Maestre Pie Venerini), le suore hanno ideato un log destinato a diventare un marchio per chi vuole e vorrà condividere il loro carisma in terre lontane e disagiate: MISSION POSSIBLE VALID,

“Missione Possibile e Valida”: possibile perché tanto hanno fatto nel corso dei decenni le Maestre Pie, valida, solida, perché le radici ormai sono attecchite e stanno dando buoni frutti.

Ad accompagnare i volontari e le suore, per tutto il giorno, il gesuita Padre Giovanni La Manna, già responsabile del Centro Astalli per gli immigrati e  rettore dell’Istituto Massimo di Roma. “Siamo qui, ha detto padre La Manna, per ribadire un coinvolgimento senza distanze, per un incontro concreto, a disposizione dell’altro, nella condivisione di ciò che siamo.  Siamo fortunati (abbiamo salute, serenità economica…) senza nessun merito nostro.  Vogliamo condividere la nostra vita seguendo testimoni concreti come Santa Rosa…. Il desiderio di mettersi in gioco va sperimentato nello stare insieme, nel raggiungere i fratelli nel contesto in cui vivono per capire come funzionano e di cosa hanno realmente bisogno… Dobbiamo dare tempo all’ascolto, senza la paura di sottrarlo all’azione….

Parole chiave del volontariato: corresponsabilità, testimonianza, gratuità, progettualità, lavoro in rete, trasparenza…”

La giornata è proseguita con la messa, il pranzo in comune e poi le varie testimonianze accompagnate dai video del lavoro svolto dai volontari nelle missioni.

Una Rosa per il Camerun, la Onlus che dal 2006 raggruppa i volontari di Rosignano Marittimo (Livorno), guidata da Elena Corcos, ha raccontato del suo impegno a favore della Missione MPV in Camerun dove si prende cura di adozioni a distanza nella scuola, di sostegno ai residenti dei lebbrosari affidati alle Maestre Pie.  Le ultime importanti realizzazioni: la Biblioteca e la partecipazione nella costruzione della Scuola Primaria ad Ebolowa.  E prima, il frantoio per l’olio di palma, le borse di studio universitarie a studentesse della scuola di Ebolowa, la scuola di sartoria per ragazze-madri, la costruzione di un pozzo e dell’impianto idrico per la distribuzione dell’acqua al lebbrosario di ‘Nkongomelè.

Semi di Rosa, la Onlus romana nata nel 2007, anche quest’anno si è concentrata in Benin.  Ha curato vari lavori di ristrutturazione nella missione di Zak-ptà (Benin), la sistemazione del forno arrivato fin lì grazie al Centro missionario di Brescia.  Prossimamente darà l’avvio alla scuola di panettieri dove i giovani del posto potranno imparare un mestiere.  Bello il filmato dei volontari al lavoro l’estate scorsa, tutti tecnici specializzati capitanati dal presidente Bruno D’Orazio, circondati da nugoli di bambini che si improvvisano manovali coraggiosi e festanti.

Noi e Marianna, la Onlus di Oriolo fondata da Egidio Tenchini, ha illustrato il progetto che va realizzando a Rancagua, in Cile, della Casa di Marianna, per le mamme adolescenti, che si prenderà cura delle giovanissime per difenderle dalla maternità precoce, fenomeno lì assai diffuso.

Intensa anche la testimonianza della Comunità di famiglie che hanno ristrutturato la casa del contadino a Casal Boccone, accanto alla sede provinciale delle Maestre Pie. Hanno deciso di vivere lì, condividendo alcuni aspetti della vita della comunità religiosa che li ha accolti, mettendo tutto in comune e aprendo le proprie case a chi ha bisogno.

La scuola di ricamo S. Rosa Venerini di Ronciglione invece ci ha offerto un altro modo per stare insieme, sempre nel solco di Rosa: ogni Giovedì le donne si riuniscono per ricamare e pregare.  Splendidi i loro lavori che vanno ad arricchire i mercatini di solidarietà, mentre i volontari dell’Associazione Culturale S. Rosa sono orgogliosi di organizzare ogni anno con i ragazzi (i Venerini e le Venerini) la processione nel centro storico del paese con la statua di Rosa Venerini.

Assenti giustificati: le volontarie di “Donne e trine di Livorno” (referente sr Gabriella Gigliucci);  i coniugi Alessandra e Marco Cellini  e i rappresentanti delle Associazioni “L’albero lungo il Fiume” onlus (referente Gabriella Mailia) e l’ Associazione “Graziella Moroni” onlus ( referente: Alberto Bonesi). Le amiche di Livorno realizzano bellissimi lavori di ricamo e di artigianato finalizzati alla raccolta fondi per le missioni. Le due onlus lavorano per la missione di Ebolowa (Camerun); nella stessa missione, i nostri amici Cellini hanno realizzato una scuola materna in memoria del dolcissimo indimenticabile Riccardo.

Quel che è emerso, da questa giornata di incontro, è che da qualche anno intorno alle Maestre Pie è tutto un fiorire di iniziative, di volontari che vogliono condividere il loro impegno missionario.  La Congregazione è sempre più circondata e abbracciata dal mondo laico.  Una Congregazione vitale, dunque, aperta al mondo e inserita nel mondo.  E hanno toccato il cuore di tutti le immagini trasmesse dalle suore delle loro missioni, un mini viaggio nelle realtà dove operano.  Volti sorridenti di bambini, scuole fatte di legno dove il banco è un lusso, volti intensi di donne segnate dalla fatica, gli occhi spenti dei bambini ciechi di Assam.  Vedendo tutto ciò ognuno di noi ha capito che stare vicino alle Maestre Pie a alle loro opere è un obbligo del cuore.